Da oltre 50 anni, la Fondazione Baroni sostiene iniziative e progetti
volti a migliorare la qualità della vita delle persone svantaggiate

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Le associazioni e gli enti premiati nel 2026

Scopriamo di più sulle 12 eccellenze vincitrici dei Bandi Baroni. 12 progetti di qualità selezionati tra 262 candidature totali, per un finanziamento comprensivo di 400 mila euro totali.

Di seguito, un viaggio articolato tra le tre aree strategiche – Ricerca scientifica, Assistenza e solidarietà e Sport – che compongono l’ecosistema della Fondazione.


IRCCS San Raffaele – “Amplimov”

Il protocollo “Amplimov” interviene su una delle criticità più rilevanti della neuroriabilitazione: il recupero funzionale dell’arto superiore dopo ictus. Il progetto integra tecnologie avanzate di stimolazione transcutanea del midollo con un disegno sperimentale sofisticato, capace di monitorare in tempo reale l’efficacia dell’intervento durante il movimento.

Il valore aggiunto risiede nella possibilità di trasformare la riabilitazione in un processo personalizzato, misurabile e adattivo. Non più protocolli standardizzati, ma percorsi calibrati sulle risposte neurofisiologiche del paziente.

Il contesto in cui si inserisce – quello dell’IRCCS San Raffaele, uno dei principali poli di ricerca traslazionale in Italia – rafforza la solidità del progetto, grazie a un ecosistema che integra ricerca clinica, tecnologie avanzate e applicazione terapeutica .

“Amplimov” non è solo un protocollo: è un cambio di paradigma, in cui la tecnologia diventa strumento per restituire autonomia.


Ospedale Pediatrico Bambino Gesù IRCCS – “SiMS – Metodo Euterpe”

Affrontare i disturbi di coscienza in età pediatrica significa entrare in uno dei territori più complessi della medicina. Il progetto “SiMS” sceglie una via tanto innovativa quanto profondamente umana: la musicoterapia come strumento clinico.

Attraverso il Metodo Euterpe, la stimolazione multisensoriale diventa intervento terapeutico strutturato, sicuro e personalizzabile. Il paziente non è più oggetto di trattamento, ma centro attivo di un percorso che restituisce dignità e relazione alla cura.

La forza del progetto risiede nella sua doppia natura: da un lato, l’approccio scientifico rigoroso, con valutazioni basate su esiti clinici e biomarcatori; dall’altro, la capacità di introdurre un linguaggio terapeutico nuovo, capace di attivare dimensioni emotive e cognitive spesso trascurate.

Un progetto che amplia i confini stessi della neuroriabilitazione pediatrica.


Università degli Studi di Roma “Foro Italico” – Riabilitazione cardiopolmonare personalizzata

Nella lesione midollare toracica cronica, la disabilità si estende ben oltre il deficit motorio, coinvolgendo sistemi respiratori e cardiovascolari. Questo progetto interviene proprio su questa complessità, trasformando un test diagnostico – quello cardiopolmonare da sforzo – in uno strumento operativo per la cura.

Attraverso parametri oggettivi e misurabili, viene costruito un programma di esercizio personalizzato di 20 settimane, fruibile anche in ambito domiciliare. Il risultato è duplice: miglioramento della tolleranza allo sforzo e riduzione del rischio cardiovascolare.

La vera innovazione sta nella continuità tra diagnosi e trattamento: la valutazione non si esaurisce nell’analisi, ma guida concretamente l’intervento.

Un modello replicabile, che avvicina la medicina personalizzata alla quotidianità dei pazienti.


“Coltiviamo Futuro” restituisce al lavoro il suo significato più profondo: non solo occupazione, ma costruzione di identità e autonomia. Il progetto inserisce giovani con disturbo dello spettro autistico in un contesto agricolo reale, fatto di ritmi, responsabilità e relazioni.

La fattoria diventa spazio educativo e produttivo insieme, dove l’apprendimento passa attraverso il fare. Non si tratta di simulazioni, ma di esperienze autentiche che contrastano isolamento e dipendenza.

Elemento distintivo è l’integrazione tra attività agricole e servizi agrituristici, che amplia le occasioni di interazione sociale e sviluppo di competenze.

Un modello concreto di inclusione lavorativa, radicato nel territorio e capace di generare valore.


Fuori Contesto APS – “Atlante delle sensazioni”

“Atlante delle sensazioni” opera un ribaltamento culturale: l’accessibilità non come adattamento, ma come linguaggio originario dell’opera artistica. Il progetto integra dispositivi sensoriali fin dalla fase creativa, rendendo l’esperienza accessibile a tutti senza compromessi.

La produzione di tre opere e l’attivazione di workshop costruiscono una filiera artistica inclusiva, capace di generare anche opportunità professionali.

Il valore del progetto è sistemico: non interviene solo sul pubblico, ma ridefinisce il ruolo stesso dell’artista con disabilità, riconosciuto come autore e innovatore.

Un’operazione culturale che trasforma la diversità in motore creativo.


Insieme per la Ricerca PCDH19 – “Roma è diversa”

“Roma è diversa” affida la narrazione del patrimonio culturale a chi ne è tradizionalmente escluso. Persone neurodivergenti diventano guide ed educatori, protagonisti di visite teatralizzate nei luoghi simbolo della città.

Il progetto genera un impatto duplice: culturale e occupazionale. Chi partecipa vive un’esperienza nuova di fruizione, chi guida acquisisce competenze e opportunità di lavoro.

La teatralizzazione diventa strumento di mediazione, capace di rendere accessibile la complessità del patrimonio artistico.

Un’iniziativa che ridefinisce inclusione e cultura come processi reciprocamente trasformativi.


Divertitempo Onlus – “Oltre le mura”

“Oltre le mura” sposta il baricentro dell’inclusione dalla scuola alla vita quotidiana. Il progetto accompagna adolescenti con disabilità in esperienze reali sul territorio: negozi, servizi, spazi pubblici.

La città diventa un laboratorio a cielo aperto, in cui sviluppare competenze pratiche e relazionali. Fondamentale il ruolo della rete: scuole, famiglie e realtà commerciali collaborano in un sistema integrato.

L’approccio è graduale e strutturato, con un team dedicato che guida i ragazzi verso una crescente autonomia.

Un progetto che lavora sulla dimensione più concreta dell’inclusione: vivere il mondo.


Maratonda – “ZenZazionale!”

“ZenZazionale!” propone un modello integrato di benessere per ragazzi con disturbo dello spettro autistico, basato su yoga e discipline complementari. Il percorso è strutturato, continuativo e monitorato scientificamente.

La dimensione innovativa è sistemica: piccoli gruppi per favorire la relazione, coinvolgimento attivo delle famiglie, incontri formativi dedicati.

Il progetto supera la logica dell’intervento episodico, costruendo una comunità di pratica attorno al benessere psicofisico.

Un approccio che unisce cura, educazione e relazione.


Bike and Hike Italia – “L’autismo e lo sport”

Imparare ad andare in bicicletta, per alcuni ragazzi con autismo, è una conquista straordinaria. Il progetto crea un ambiente protetto e strutturato, in cui lo sport diventa esperienza di fiducia.

Guide ed educatori specializzati accompagnano i partecipanti in un percorso graduale, valorizzando il contatto con la natura e il movimento.

La bicicletta diventa strumento educativo, capace di sviluppare autonomia, coordinazione e autostima.

Un progetto semplice nella forma, ma profondo nell’impatto.


ASD Campus Bio-Medico – “Oltre al gesto, insieme”

“Oltre al gesto, insieme” interpreta lo sport come linguaggio universale. Il progetto offre a bambini ciechi e ipovedenti uno spazio sicuro in cui sviluppare competenze motorie e relazionali.

Il movimento diventa esperienza di appartenenza, capace di trasformare il limite sensoriale in risorsa.

La dimensione inclusiva è centrale: lo sport non è adattato, ma ripensato per essere condiviso.

Un progetto che restituisce allo sport la sua funzione più autentica: unire.


FISDIR – “Sport per crescere”

“Sport per crescere” costruisce un percorso strutturato di nove mesi per giovani con disabilità intellettiva e relazionale. L’intervento si sviluppa presso il Centro di Preparazione Paralimpica, con tecnici federali qualificati.

Tre gli assi portanti: continuità dell’attività sportiva, formazione degli operatori, supporto psicologico alle famiglie.

Il progetto risponde a un bisogno spesso trascurato: garantire stabilità e qualità nei percorsi sportivi.

Un modello completo, che integra dimensione atletica e crescita personale.


ASD Sports Land – “Sitting Together”

“Sitting Together” utilizza il sitting volley come strumento di inclusione scolastica e sociale. Il progetto costruisce squadre miste, in cui ragazzi con e senza disabilità condividono il campo.

L’obiettivo è ambizioso: arrivare alla partecipazione a un campionato nazionale, mantenendo la dimensione inclusiva.

Elemento distintivo è l’allargamento della partecipazione a genitori e docenti, che entrano nel gioco e contribuiscono a ridurre stigma e distanza.

Un progetto che dimostra come lo sport possa essere, concretamente, uno spazio di uguaglianza.

Bandi 2025 della Fondazione Baroni per favorire l’inclusione sociale

I bandi 2025 della Fondazione Baroni sono aperti fino al 30 novembre 2025 alle associazioni, enti e organizzazioni impegnate nell’inclusione sociale delle persone con disabilità, in grado di presentare progetti sugli argomenti: sport, assistenza e solidarietà, ricerca scientifica.

Sport

Stanziamento di € 100.000 da destinare a uno o più progetti per lo sport rivolti all’integrazione sociale e relazionale di persone affette da disabilità motoria e neurologica.

Assistenza e solidarietà

Stanziamento di € 100.000 da destinare a uno o più progetti per l’assistenza e la solidarietà sociale, rivolti all’inclusione e il lavoro di persone con disabilità motoria e neurologica.

Ricerca scientifica

Stanziamento di € 150.000 da destinare a uno o più progetti di ricerca scientifici rivolti alla definizione di nuove metodologie di riabilitazione nei soggetti colpiti da lesione motoria o neurologica.